Quello di imbottigliare vino ancora in fermentazione o aggiungere in bottiglia un po’ di mosto al vino, è un’antica tecnica che in Veneto i contadini utilizzano da tempo immemore.

Il vitigno Glera a bacca bianca è stato ampiamente usato per la produzione casalinga di spumanti: i lieviti fermentando gli zuccheri producono anidride carbonica, le bollicine in bottiglia, realizzando così la presa di spuma.

Quando i lieviti muoiono si depositano sul fondo rendendo torbido lo spumante casalingo, dal momento che non si fa la sboccatura la quale serve a eliminare i lieviti e la torbidità.

Questo antico e tradizionale metodo di spumantizzazione in bottiglia è stato da qualche anno ripreso da alcune aziende vinicole che propongono ai propri clienti questi rustici spumanti, i quali erano una volta lo Champagne del contadino.

Insieme ai vini macerati o Orange wine, sono vini appunto che riportano in auge antiche tecniche di vinificazione che con i cambiamenti climatici in atto possono dare un aiuto a un settore in sofferenza. Per ora la produzione di vini con tecniche ormai in disuso è ancora limitata, ma il mercato sta cambiando.

Come per tutte le bevande alcoliche il consiglio è: moderazione. Se degusterete vini ancestrali non abusatene, poiché il piacere del bere si misura con il riconoscimento dei propri limiti.