L’ala o la coscia? L’aile ou la cuisse?

L’aile ou la cuisse, un film il quale seppur in chiave comica e apparentemente surreale, è quello forse che più di ogni altro riesce a portare al cinema il cibo e tutto ciò che gli ruota intorno.

Il cibo viene visto nella sua veste tradizionale e di qualità, difesa dal critico enogastronomico Duchemin in contrapposizione all’innovazione e all’appiattimento dei gusti, fino ad arrivare al cibo sintetico prodotto dallo spregiudicato Tricatel. Una pellicola del 1976 che in chiave divertente anticipa anche i tempi.

Il personaggio principale Duchemin è interpretato dall’ inarrivabile Louis De Funes il quale per fare le sue recensioni si reca in incognito nei ristoranti: esilarante il momento in cui si reca in un ristorante parlando in inglese e si porta via campioni di cibo che farà solo finta di mangiare, insieme a vino raccolti dentro provette occultate nella sua giacca.

Entrando furtivamente in cucina può vedere che perfino un mozzicone di sigaretta finisce nella pasta sfoglia che stanno tirando col mattarello mentre cibo caduto a terra verrà servito in tavola, e così quando è al tavolo si libera del cibo versandolo di nascosto in un vaso di fiori.

Tutto il contrario di quanto fanno gli entusiasti avventori di una trattoria nel film italiano I Nuovi Mostri, dove nell’ episodio Hostaria mangiano, ignari,  gustosamente una zuppa dentro la quale erano finiti in cucina una scarpa e un sigaro.

La pellicola racconta la storia dello spregiudicato Tricatel il quale sta per acquistare alcuni ristoranti ritenuti di qualità dal famoso critico enogastronomico Duchemin. Quest’ultimo se ne accorge e lo metterà pubblicamente in ridicolo in un programma televisivo rivelando anche che  Tricatel aveva commissionato il furto dei suoi appunti per sapere in anticipo quali ristoranti Duchemin avrebbe premiato.

Tricatel vuole fare ristorazione con catene di ristoranti sulle autostrade francesi, ma Duchemin lo smaschererà rivelando che il suo cibo non è affatto di qualità e le sue aziende producono cibo sintetico ricavato dal petrolio. Arriva a questo rischiando di essere triturato e messo in scatola una volta introdottisi lui e suo figlio in una azienda di Tricatel. Alla fine la verità viene rivelata pubblicamente e il cibo spazzatura non potrà essere più prodotto.

È una forzatura in chiave comica della realtà, anche quando si presenta un Duchemin in grado di riconoscere tipo, annata, provenienza di un vino solo guardandolo, ma fa pensare ai dubbi alle paure sul cibo e sul vino, i quali a volte si son rivelati reali: si pensi al vino al metanolo prodotto fraudolentemente in Italia nel 1989 con la morte di 23 persone.

L’aile ou la cuisse è un film del 1976, ma è tutt’ora attuale: fa pensare alle paure immotivate della farina di insetti e della carne coltivata chiamata furbescamente sintetica. Fare attenzione a quello che si mangia è importante, ma bisogna farlo a ragione. Oggi esiste un’ autorità europea per la sicurezza alimentare EFSA.

Il cibo fortunatamente non viene prodotto come nel film, ma oggi molte insidie sono comunque nascoste dietro la produzione industriale di cibi. Guardate L’aile ou la cuisse e divertitevi, ma riflettete sul futuro del cibo e su quanto ognuno di noi può fare per preservarne qualità e genuinità.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di dyotanapc dyotanapc ha detto:

    Ciao Piero, Grazie per questo delizioso articolo così simpatico!!! Leggo volentieri questi tuoi “gustosi” approfondimenti in campo culinario e non solo. Un abbraccio!! Diana

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    1. Avatar di Piero Crisci Piero Crisci ha detto:

      Grazie Diana, sto preparando un prossimo articolo sempre sul cibo rappresentato sul grande schermo. Mi auguro che anche questo possa piacerti.
      Un caro saluto da Piero

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      1. Avatar di dyotanapc dyotanapc ha detto:

        👋👋👋👋😍😍🥰🥰

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