L’olio di oliva costa troppo. Un olio di oliva non può costare così tanto: costa in qualche caso 1 solo euro in meno rispetto all’olio extravergine di oliva. Sugli scaffali della grande distribuzione lo troviamo in vendita ad un costo tra i 7 e i 9 euro al litro ,verificato in diversi supermercati.
Qualche anno fa nel 2020 ho scritto un articolo su questo blog intitolato ” olio e olivicoltura in Italia” dove, tra le altre cose scrivevo che allora l’olio extravergine di oliva costava troppo poco e questo avrebbe portato a una distorsione del mercato, oltre ad altri tipi di problemi.
Vorrei farvi notare che sto distinguendo tra olio di oliva e olio extravergine di oliva concentrando l’attenzione sul prezzo, in quanto anche se entrambi in partenza sono ottenuti dalla spremitura meccanica delle olive, sono qualitativamente molto diversi. Si veda in proposito il Regolamento europeo 1513 del 2011.
-L’olio extravergine di oliva spremuto meccanicamente a freddo non deve avere per legge una acidità maggiore dello 0,8 per cento in quantità di acido oleico libero, ed è ricco di tocoferolo, polifenoli (quelle sostanze che pizzicano in gola per intenderci), provitamina A, clorofilla: ha un gusto e un profumo tipici a seconda della varietà di olive e della zona di produzione.
– Un olio di oliva proviene anch’esso dalla spremitura meccanica delle olive, ma prima di poter essere destinato al consumo alimentare subisce trattamenti chimico-fisici. Infatti per vari motivi un olio spremuto meccanicamente può avere acidità superiore al 2 per cento, odori e sapori sgradevoli, rancidita’, venendo così classificato come lampante, un olio che nei secoli passati, da qui il nome, veniva messo nelle lampade per fare luce nelle abitazioni. Oggi viene industrialmente riportato a olio di oliva rettificato o raffinato, ma per essere commercializzato ha bisogno di un’aggiunta di olio di oliva vergine o extravergine, in una quantità per legge tra il 5 e 25 per cento a discrezione.
Capirete perché un olio messo in commercio come olio di oliva assomiglia nell’aspetto a un olio di semi: esso infatti è stato reso inodore, insapore, incolore e una piccola quantità di olio vergine non potrà mai ridargli quella ricchezza di vitamine e antiossidanti che ha un buon olio extravergine spremuto a freddo, tantomeno ridarà profumi gusti colorazione.

Nel 2020 un olio extravergine di oliva costava 4 euro nei supermercati, un prezzo evidentemente sottocosto per invogliare il consumatore a comprare sempre di più questo prodotto, finché un po’ alla volta ci hanno portato al prezzo attuale. La giustificazione del prezzo è oggi anche reale, ascrivibile a calo di produzione causa cambiamenti climatici, siccità, malattie delle piante, oltre all’ aumento dei costi di produzione e trasporto del prodotto finito.
Qualcosa però non torna ed è sicuramente il prezzo del prodotto di fascia inferiore, vale a dire l’ olio di oliva, che ormai lo avete capito, deve costare molto meno, ovvero a mio giudizio tra i 4 e i 6 euro.
Cosa possiamo fare perciò, essere costretti a subire queste operazioni di mercato che attualmente hanno portato ad una crescita ingiustificata del prezzo dell’ olio di oliva, oppure in qualità di consumatori siamo in grado di farne abbassare il prezzo?
Io vi invito a fare un piccolo sforzo non acquistando più olio di oliva, ma quell’ olio extravergine di oliva che ha il più basso prezzo: così facendo magari con un solo euro in più avremo un prodotto qualitativamente superiore e allo stesso tempo potremo far scendere il prezzo dell’olio di oliva.

Non dimentichiamoci infine che esistono molti prodotti industriali che fanno uso di olio di oliva, dai cibi in scatola sott’olio ai prodotti da forno e altro. Ragionevolmente c’è da immaginare che il prezzo dell’olio di oliva andrà a condizionare anche il prezzo di questi prodotti alimentari per la cui preparazione esso viene utilizzato.